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Tipi di nastro da imballo

Come scegliere i tipi di nastro adesivo più adatti per gli imballaggi

nastri industriali da imballaggio assolvono a numerose funzioni nelle applicazioni aziendali, assicurando determinate prestazioni in termini di sicurezza, adesività e resistenza. Ogni tipo di nastro adesivo presenta, infatti, dimensioni e caratteristiche specifiche, adattandosi a vari contesti per garantire un compromesso adeguato nel confezionamento dei prodotti.

Per scegliere il nastro da imballaggio adatto è fondamentale conoscere le peculiarità di ogni modello, in questo modo è possibile prendere una decisione consapevole e individuare il prodotto migliore da acquistare e utilizzare.

Ecco tutto quello che bisogna sapere sulle principali tipologie di nastro industriale per imballaggio in commercio.

Le caratteristiche dei modelli di nastro da imballaggio

Per capire quale nastro adesivo da imballaggio scegliere, è bene tener conto della finalità d’uso, per garantire standard ottimali di sicurezza e inviolabilità della merce. Allo stesso modo, non bisogna trascurare la sostenibilità del packaging, considerando anche le alternative laddove si voglia realizzare un imballaggio ecologico a basso impatto ambientale.

I principali aspetti da valutare nella selezione del nastro per gli imballaggi sono:

  • Materiale del supporto;
  • Dimensioni;
  • Tack, Adesività, Coesione

Inoltre, è importante analizzare il rapporto qualità-prezzo del prodotto, per trovare un nastro in grado di offrire performance adatte al tipo di utilizzo e un costo compatibile con il budget a disposizione.

Un nastro adesivo è composto da 4 elementi:

  • Release: si tratta dello strato non adesivo posizionato sulla parte superiore del nastro, il quale agevola l’utilizzo del supporto, facilitandone lo svolgimento.
  • Supporto: uno degli strati interni del nastro da imballaggio è denominato supporto o film, posizionandosi tra il release e lo strato adesivo. Determina le prestazioni del nastro in termini di allungamento e di trazione, con uno spessore variabile a seconda delle applicazioni per le quali è progettato.
  • Primer: è uno strato intermedio situato tra il supporto e la superficie adesiva finale, il cui compito è assicurare una corretta adesione del materiale adesivo al supporto principale.
  • Adesivo: le prestazioni del nastro dipendono soprattutto dal tipo di adesivo utilizzato e dalle sue caratteristiche tecniche, in quanto ogni modello fornisce prestazioni differenti

I materiali dei nastri adesivi

I tipi di nastro adesivo si differenziano innanzitutto per il materiale, un aspetto che incide sul prezzo del prodotto, la resistenza del supporto e l’elasticità del nastro.

Sul mercato si possono trovare quattro principali materiali utilizzati per realizzare il supporto dei nastri da imballaggio, nastri adesivi adoperati per chiudere le scatole in cartone o sigillare gli imballi interni delle merci:

  • Nastri adesivi in carta: sono considerati i prodotti più ecologici e semplici da smaltire. I nastri in carta trovano inoltre applicazione in molti processi industriali e nelle operazioni di mascheratura.

  • Nastri adesivi in PP: i nastri in polipropilene sono indicati per utilizzi frequenti nei contesti aziendali, supportano vari tipi di adesivi e si possono personalizzare e stampare. Sono i nastri più diffusi e utilizzati.

  • Nastri in PP riciclato: sono realizzati con materiali riciclati e oltre a essere resistenti, sono anche perfetti per comunicare un messaggio di sostenibilità. Sul mercato è possibile trovare nastri adesivi con supporto e mandrino realizzati con prodotti riciclati al 100% e privi di solventi così da essere eco-friendly.

  • Nastri adesivi in PVC: sono utilizzati soprattutto per l’imballaggio di merci pesanti, poiché garantiscono un’elevata resistenza strutturale, inoltre non lasciano residui sulla superficie di applicazione. Questi nastri sono facili da strappare anche con le mani, offrono una buona rigidità e sono semplici da applicare e rimuovere.


Tipi di adesivo dei nastri da imballaggio

Una delle caratteristiche principali da valutare nella scelta del nastro industriale adesivo è il tipo di adesivo. Insieme al materiale del film, l’adesivo conferisce al prodotto determinate prestazioni e lo rende più o meno compatibile con applicazioni specifiche nell’ambito delle operazioni di imballaggio.

Tra i materiali che possono conferire adesività ai nastri per imballaggi è possibile annoverare:

  • Gomma naturale: i nastri con colla in gomma naturale sono indicati per le applicazioni generiche, garantiscono un’elevata stabilità dell’adesione con la superficie e non lasciano residui. Sono nastri sensibili alla luce solare, tuttavia assicurano una lunga tenuta, adattandosi alle merci per le quali sono previsti lunghi tempi di immagazzinamento.
  • Gomma sintetica: si tratta di un’alternativa alla gomma naturale, un materiale adesivo ottenuto da polimeri sintetici termoplastici, conosciuto anche come adesivo Hot Melt. È un prodotto abbastanza economico, sensibile al calore, alla luce solare e alle temperature. Presenta un’adesività immediata con la superficie di applicazione, trovando spesso impiego negli imballaggi per le spedizioni.
  • Acrilico: i nastri con adesivo acrilico sono prodotti molto resistenti alle alte temperature e alla luce solare, ideali per lo stoccaggio delle merci per periodi prolungati grazie a un’elevata resistenza all’invecchiamento. L’acrilico è inoltre un adesivo resistente ai solventi, assicurando un’adesione ottimale su vari tipi di superfici, anche in vetro o metallo. L’adesività iniziale non è immediata come avviene per la gomma, con la possibilità di riposizionare il nastro dopo l’applicazione in quanto presenta un tempo di stabilizzazione iniziale.

Altri aspetti da valutare nella scelta del nastro adesivo

Oltre al materiale del supporto e dell’adesivo, esistono altre caratteristiche che bisogna considerare nella scelta del nastro per imballaggi. Ad esempio, il nastro può avere uno svolgimento silenzioso o rumoroso, per garantire un comfort acustico adeguato ai lavoratori durante i processi di confezionamento, soprattutto quando le operazioni di packaging sono frequenti e realizzate in ambienti vicini ad altre aree aziendali.

Un fattore importante è lo spessore del nastro adesivo, dal quale dipendono la resistenza e la durevolezza del prodotto. Lo spessore viene espresso in micron, ovvero un milionesimo di metro. Per un imballaggio leggero e versatile nell’applicazione del nastro è possibile optare per prodotti più sottili, pratici ed economici a partire da 40-45 micron, mentre con i nastri ad alto spessore più robusti fino a 50-65 micron è possibile ottenere una resistenza superiore al carico, allo strappo e agli urti.

Allo stesso modo, è necessario considerare in modo accurato le dimensioni del nastro da imballaggio, analizzando con attenzione sia la larghezza che la lunghezza del prodotto a seconda della destinazione d’uso. In genere, si possono trovare nastri adesivi con lunghezza variabile da 10 metri fino ad oltre 660 metri, con una larghezza sino a 75 mm, per sigillare scatole voluminose e imballaggi ingombranti.

Per quanto riguarda l’aspetto estetico, è possibile scegliere tra diversi colori, dal classico nastro avana a quello colorato verde, rosso, giallo o blu per applicazioni particolari, oppure in alternativa optare per un nastro adesivo trasparente o bianco. Per impieghi specifici sono presenti anche nastri adesivi speciali, ad esempio i nastri da imballo antieffrazione che mostrano la dicitura “Aperto” quando vengono manomessi, anche se richiusi successivamente e nastri adesivi rinforzati, ideali per il bunding industriale, fissaggio e pallettizzazione.

Qual è il nastro adesivo più forte?

In alcuni contesti è essenziale scegliere un nastro adesivo resistente, in grado di offrire prestazioni superiori in termini di resistenza agli agenti atmosferici, ai raggi UV, agli urti e alle temperature. Ovviamente, ogni tipo di nastro per imballaggi presenta caratteristiche specifiche riguardo questi aspetti, perciò è fondamentale individuare il prodotto più adatto per ogni esigenza applicativa.

Tra i fattori da valutare è possibile annoverare i seguenti:

  • Resistenza agli urti: il prodotto migliore in questo caso è il nastro rinforzato con filamenti in fibra di vetro. Un nastro spesso consigliato per il cinturaggio e la pallettizzazione di merci pesanti.
  • Resistenza ai raggi UV: una soluzione ideale è il nastro in PP con adesivo acrilico, una combinazione che assicura un’elevata resistenza ai raggi solari ultravioletti.
  • Resistenza alle temperature: è preferibile scegliere nastri con adesivo acrilico poiché sopportano meglio il calore ambientale.
  • Resistenza all’invecchiamento: per merci che richiedono un lungo immagazzinamento è consigliabile l’utilizzo del nastro adesivo in PP con adesivo acrilico a base d’acqua, la migliore soluzione per lo stoccaggio prolungato.
  • Resistenza al carico: in genere si usano i nastri con spessore del supporto e quantità di adesivo maggiorati, affinché siano più resistenti alle tensioni che gravano sull’imballo.

Per un utilizzo gravoso in ambito industriale è possibile utilizzare anche un nastro adesivo rinforzato, modelli speciali con spessore superiore a 100 micron, in grado di assicurare un’elevata resistenza al carico sopportando un peso fino a 50-60 Kg a seconda del modello. Alcuni prodotti sono realizzati con un rinforzo in fibra di vetro, per conferire al nastro una maggiore resistenza strutturale, una soluzione ideale per la pallettizzazione e il cinturaggio di merci pesanti.

Imballaggi sostenibili con nastro adesivo ecologico

Il migliore nastro per un imballaggio ecologico è il nastro in carta gommata, infatti rispetto ai nastri in PVC e PP garantisce un minore impatto ambientale e una maggiore sostenibilità nello smaltimento del prodotto. Questo tipi può essere smaltito insieme alla carta perché non contiene nessun tipo di adesivo.