Scopri i cataloghi 2026

Oltre 40.000 prodotti disponibili, trova tutto quello che fa al caso tuo!

Scopri di più
Normativa illuminazione luoghi di lavoro

Vivere bene negli ambienti di lavoro: la normativa sull’illuminazione degli uffici

Contenuto a cura di

Redazione Magazine Lyreco
Insieme a te, per informarti e guidarti

Un insieme di professionisti che condividono la loro esperienza.

Luce limitata, aria cattiva e rumori costanti in sottofondo sono solo alcuni dei classici fastidi che disturbano la vita di ogni lavoratore. Spesso, forse perché troppo presi da task da completare o perché erroneamente si sottovaluta l’importanza di alcuni fenomeni, ci si abitua a vivere in un ambiente di lavoro inospitale e poco funzionale.

Tra i fattori che influenzano la nostra salute, la luce occupa sicuramente una posizione privilegiata. Basti pensare all’alternanza del giorno e della notte e a quanto questo ciclo naturale condizioni i nostri processi biologici. Il personale adattamento a questi processi biologici è conosciuto con il nome di “ritmo circadiano”, dura circa 24 ore, ed è responsabile non solo dell'alternanza tra sonno e veglia ma anche della pressione arteriosa, della temperatura corporea, del tono muscolare e della frequenza cardiaca. Se rispettato ci permette di essere sempre lucidi ed energici, se ignorato potremmo sentirci stanchi, fiacchi e poco svegli.
Riducendo il campo all’ambito professionale, la luce ha il potere di condizionare sia il nostro benessere sul lavoro sia le nostre performance.

La presenza di più normative sull’illuminazione degli uffici è un’ulteriore prova del fatto che la luce è alla base della nostra produttività. Di seguito un approfondimento dedicato alle norme che tutelano i professionisti che ogni giorno trascorrono la maggior parte del loro tempo in spazi chiusi non sempre ben illuminati dalla luce naturale.

Normativa sull’illuminazione degli uffici: quali sono i riferimenti legislativi                  

La normativa sull’illuminazione degli uffici si riferisce principalmente all'articolo 63 e l’allegato IV del Decreto Legislativo 81/08 ma anche alla norma UNI EN 12464-1. Entrambi i riferimenti hanno l’obiettivo di garantire comfort visivo, sicurezza e produttività nei diversi ambienti di lavoro.
L’importanza che questo tema ha sollevato negli anni viene identificato come “rischio illuminamento” e si riferisce a come si distribuisce la luce nello spazio e di conseguenza a come influenza il lavoro, il lavoratore e le sue performance. Inoltre, come abbiamo già detto, non bisogna trascurare il fatto che la luce influisce sul bioritmo, sull’umore e sulla produttività, motivo per cui, oltre a rispettare le normative di legge, gli ambienti di lavoro devono offrire la possibilità di adattare la luce alle esigenze personali.

Illuminazione sui luoghi di lavoro: cosa dice la legge 81/08

L’allegato IV, paragrafo 1.10, del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro 81/08 aiuta a definire una linea guida per l’illuminazione naturale e artificiale dei luoghi di lavoro, riconoscendo la luce come un elemento fondamentale per la sicurezza e quindi per una postazione ergonomica d'eccellenza. Fin dall’inizio l’allegato IV sottolinea la necessità di disporre di sufficiente luce naturale in ogni ambiente di lavoro ma allo stesso tempo l’importanza di prevedere sistemi di illuminazione artificiale in grado di offrire una luce adeguata qualora quella naturale non bastasse. Inoltre, non bisogna trascurare l’importanza di illuminare adeguatamente anche i luoghi in cui sono presenti dei mezzi da lavoro. Altro aspetto da non dimenticare è quello dei mezzi di illuminazione sussidiaria, questi devono essere impiegati nei luoghi di lavoro, come stabilimenti o uffici, in caso di necessità.

Lo standard UNI EN 12464 1 e i luoghi di lavoro

Lo standard europeo UNI EN 12464 1 definisce una serie di requisiti illuminotecnici per gli ambienti professionali, sia interni che esterni, presentando tutti i parametri che gli ambienti di lavoro dovrebbero rispettare per offrire ai lavoratori comfort visivo e tutto ciò che ne consegue. I focus principali su cui si concentra sono due: comfort visivo e prestazione visiva.
Secondo questo standard ci sono alcuni fattori da rispettare affinché gli ambienti di lavoro possano essere definiti a norma:

  • l’illuminazione minima per le postazioni di lavoro dotate di monitor deve essere > 500 lx. Lo schermo, quindi, deve essere regolato al giusto livello di luminosità così che la luce risulti uniforme. La presenza di contrasti eccessivi tra luce e ombra affatica gli occhi velocemente e porta stanchezza, emicrania e affatica gli occhi.
  • Nel caso in cui le attività richiedano maggiore precisione l’intensità dell’illuminazione deve essere compresa tra i 750-1000 lux.
  • lo spazio circostante deve avere un’illuminazione minima di 300 lx
  • la distribuzione della luce deve essere uniforme e il livello di abbagliamento basso (UGR ≤ 19)
  • la temperatura deve rispettare i 4000 K e il colore deve essere bianco neutro (kelvin)
  • la luce deve essere indiretta così da garantire un’illuminazione uniforme dello spazio
  • rispettare sempre la luce diurna e avere la possibilità di regolare quella artificiale individualmente

Come si può evincere da questi punti principali, la normativa UNI EN 12464-1 non solo specifica gli interventi indispensabili che permettono di svolgere il proprio lavoro in sicurezza, come la direzione, la gestione delle luminanze, il colore, i livelli, l’abbagliamento e lo sfarfallamento ed effetti stroboscopici ma presenta delle regole essenziali per la salute degli occhi dei dipendenti.

Spazi principali💡Livelli di illuminamento richiesti (Lx)💡
Ingressi, hall, reception ☎️da 100 a 150
Uffici operativi 👩🏻‍💻200 - 300 - 350
Postazione di lavoro 💻>500
Postazione di lavoro alta precisione 🔎fino a 1000
Uffici dirigenziali 👩🏻‍💼300 - 500 - 750
Sale riunioni 🫱🏼‍🫲🏾200 - 300 - 500
Sale conferenza e auditorium 🗣️150 - 200 - 300

I principali rischi di un’errata illuminazione degli uffici

Fino a ora abbiamo elencano i requisiti da rispettare affinché un ambiente di lavoro possa essere definito sia a norma sia funzionale per i lavoratori. Ma perché è così importante che questo avvenga? Quali sono i rischi che i professionisti corrono? Tra i principali rischi di un’errata illuminazione degli uffici compaiono:

  • scarsa concentrazione
  • bassa produttività
  • mal di testa e irritabilità
  • affaticamento visivo (astenopia) e secchezza oculare.
  • incidenti più o meno gravi come cadute di oggetti o infortuni accidentali legati alla scarsa visibilità

Sappiamo che per prevenire gli infortuni sul posto di lavoro il datore di lavoro deve eseguire determinate analisi e specifiche valutazioni come identificare i rischi sul posto di lavoro (art. 28 e 29 d.lgs. 81/2008) e occuparsi della stesura del documento di valutazione dei rischi. In particolare, in fase di valutazione dei rischi, il datore di lavoro deve occuparsi anche delle condizioni di illuminazione dell’azienda, tenendo anche conto delle fonti che potrebbero causare abbagliamento o riflessi.
In questa analisi è importante tener conto sia della posizione di finestre e vetrate sia delle fonti di illuminazione artificiale. Non bisogna infatti trascurare il colore, l'intensità e la direzione della fonte luminosa. In particolare, per illuminare la scrivania in ufficio o in smart working, la soluzione è scegliere tra le migliori lampade a LED. Le caratteristiche delle lampade LED con luce diurna le rendono estre­mamente versatili così da svolgere un simulare la luce naturale e migliorare il benessere del lavoratore. Inoltre permettono di regolare l’intensità luminosa e la temperatura del colore della luce, sfruttando appositi dimmer grazie ai quali la luce può essere personalizzata. Il consumo energetico delle lampade LED è ridotto fino all’85% e si distinguono per il loro livello di efficienza energetica perché è fino a 5 volte superiore rispetto alle lampade alogene, soluzioni ormai obsolete.