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Gestione rifiuti in azienda

Gestione dei rifiuti in azienda: tutto quello che devi sapere

La corretta gestione dei rifiuti nelle aziende è essenziale per garantire la sostenibilità ambientale dell’impresa, adeguando l’organizzazione alle nuove norme nazionali e comunitarie nell’ambito della produzione, raccolta, trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti.  

L’Unione Europea ha stabilito nuovi ambiziosi obiettivi in merito al riciclo delle varie tipologie di rifiuti, inoltre ha definito una serie di linee guida per incentivare il riutilizzo e garantire una maggiore tracciabilità dei rifiuti. 

Il nostro Paese ha recepito le nuove direttive UE attraverso il Decreto “Rifiuti” (D.Lgs. 116/2020), con il quale sono state introdotte importanti novità per gli adempimenti di produttori, intermediari e commercianti di rifiuti.  

Per le aziende è indispensabile conoscere le nuove norme, allo scopo di implementare soluzioni adeguate per una gestione ottimale dei propri rifiuti, in particolare in relazione all’attività di recupero e smaltimento delle differenti tipologie di rifiuto. Alla base del corretto smaltimento e recupero dei rifiuti c’è l’adozione di una corretta raccolta differenziata degli stessi tramite l’utilizzo di idonei bidoni e contenitori. Questi infatti si differenziano per tipologia, dimensione e colore e sono essenziali per una gestione dei rifiuti ottimale e rispettosa dell’ambiente e di conseguenza delle norme vigenti. 

I differenti tipi di contenitori per rifiuti aziendali 

Le nuove norme italiane contenute nel Decreto Rifiuti, allineate con le direttive comunitarie, obbligano ad incrementare il riciclo dei rifiuti aziendali e smaltirli in modo corretto e tracciabile. Nel dettaglio, un punto importante per le imprese è il deposito temporaneo dei rifiuti, ovvero la fase che precede l’invio allo smaltimento dei materiali. 

Il deposito temporaneo consente alle imprese di mantenere i rifiuti in azienda, per essere smaltiti secondo un criterio quantitativo o temporale. Nel primo caso, si tratta di imprese che non gestiscono una grande quantità di rifiuti, infatti se il deposito non supera i 30 metri cubi lo smaltimento può avvenire una volta l’anno. Le aziende che invece producono ingenti quantità di rifiuti possono adottare il criterio temporale, smaltendo i materiali ogni 3 mesi

Per agevolare la gestione dei materiali di scarto è importante separare correttamente i diversi materiali, semplificando i successivi processi di stoccaggio nel deposito temporaneo e successivo smaltimento. In questo caso, è essenziale munirsi di appositi cestini per la raccolta differenziata in ufficio e in tutti gli ambienti di lavoro, affinché sia possibile distinguere i vari tipi di rifiuti per aumentare la quota di rifiuto destinata al riciclo e recupero, minimizzando lo smaltimento in discarica. 

Ecco alcuni modelli di contenitori per i rifiuti che aiutano a gestire i diversi materiali di scarto in azienda. 

  • Contenitori grande capacità: i bidoni di grandi dimensioni da esterno e interno sono ideali per raccogliere quantità importanti di rifiuti. La presenza delle ruote, nei casi in cui essi ne siano dotati, permette di agevolare lo svuotamento del contenitore all’interno del deposito temporaneo. Questi contenitori sono disponibili in vari colori (blu, grigio, marrone, giallo e verde), in questo modo facilitano il riconoscimento del recipiente giusto per ogni tipologia di rifiuto (vetro, organico, metalli ferrosi, alluminio, plastica, carta, legno), con modelli conformi al contatto con gli scarti alimentari. 

  • Sistemi per la raccolta differenziata: disponibili con forma quadrata o rettangolare, con capacità da 60 a 90 litri e diversi colori per distinguere i diversi materiali di scarto. I sistemi per la raccolta differenziata sono perfetti per migliorare la capacità di recupero dei prodotti di consumo. Sono dotati di impugnature ergonomiche, canali di ventilazione che riducono i cattivi odori, carrelli modulari per gli spostamenti e una struttura robusta e lavabile, con coperchio sagomato in base al tipo di rifiuto. 

  • Cestini a pedale: si tratta di contenitori comodi e pratici per la gestione dei rifiuti negli ambienti di lavoro, con meccanismi che chiudono in modo soft il coperchio assicurando la massima silenziosità. I cestini a pedale sono caratterizzati da un ingombro ridotto, hanno una struttura robusta in acciaio inox e interni lavabili. Grazie a differenti modelli, forme e una capacità da 3 a 68 litri possono adattarsi a qualsiasi ambiente lavorativo, come uffici, scuole, ospedali e negozi. 

  • Cestini per il bagno: una fonte di rifiuti considerevole nelle imprese sono i servizi igienici, dove è fondamentale incentivare la raccolta differenziata e il corretto smaltimento dei materiali di scarto. Per farlo in modo sicuro e igienico esistono appositi cestini per il bagno, con modelli realizzati in ABS o alluminio e polietilene, dotati di una capacità da 5 a 50 litri, e disponibili in modelli con montaggio a parete o azionamento del coperchio a pedale. 

  • Sacchi per raccolta differenziata: la gestione dei rifiuti richiede l’utilizzo di sacchi a basso impatto ambientale per la raccolta dei vari materiali di scarto, usando prodotti robusti ed ecologici. Al giorno d’oggi esistono soluzioni sostenibili, come i sacchi realizzati in plastica riciclata da post-consumo o polietilene rigenerato in percentuali che vanno dal 20 al 100%. Inoltre, è possibile scegliere anche sacchi biodegradabili e compostabili per i rifiuti umidi organici, sacchi speciali ultraresistenti per il vetro, oppure modelli con fondo antigoccia.  
     

Le nuove norme ambientali sulla gestione dei rifiuti aziendali 

Il Pacchetto Economia Circolare dell’Unione Europea ha stabilito gli obiettivi per il riciclo dei rifiuti e la diminuzione degli scarti conferiti alle discariche, definendo scadenze e target vincolanti per tutti gli Stati membri.  

La finalità di tali misure è la promozione di un modello di sviluppo sostenibile basato sui principi dell’economia circolare, per ridurre gli effetti dannosi sul pianeta e la salute causati da una gestione non adeguata dei rifiuti. 

I  nuovi obiettivi UE sul riciclo dei rifiuti sono: 

  • Riciclo del 55% dei rifiuti solidi urbani entro il 2025, salendo al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035. 
  • Riciclo del 65% degli imballaggi entro il 2025, arrivando ad almeno il 70% entro il 2030. 
  • Smaltimento in discarica dei rifiuti urbani non oltre il 10% entro il 2035. 

Per quanto riguarda il riciclo degli imballaggi, sono previsti target specifici per ogni tipo di materiale: 

  • Riciclo degli imballaggi in plastica di almeno il 50% entro il 2025 e del 55% entro il 2030. 
  • Riciclo degli imballaggi in materiai legnosi di almeno il 25% entro il 2025 e del 30% entro il 2030. 
  • Riciclo degli imballaggi in metalli ferrosi di almeno il 70% entro il 2025 e dell’80% entro il 2030. 
  • Riciclo degli imballaggi in alluminio di almeno il 50% entro il 2025 e del 60% entro il 2030. 
  • Riciclo degli imballaggi in vetro di almeno il 70% entro il 2025 e del 75% entro il 2030. 
  • Riciclo degli imballaggi in carta e cartone di almeno il 75% entro il 2025 e dell’85% entro il 2030. 

Con il Pacchetto Economia Circolare sono state promosse quattro direttive UE, due delle quali (2018/851 e 2018/852) sono state recepite dall’Italia con il D.Lgs. 116/2020 (Decreto Rifiuti in vigore dal 26 settembre 2020). Il decreto legislativo modifica e aggiorna il precedente riferimento normativo italiano D.Lgs. 152/2006, ovvero il TUA (Testo Unico Ambientale), con delle novità sostanziali in merito ad obblighi e responsabilità dei produttori e dei soggetti che operano nella gestione dei rifiuti

Gli altri riferimenti legislativi nell’ambito della gestione ambientale dei rifiuti in Italia sono: 

  • DLgs. 118/2020 (recepimento della direttiva UE 2018/ 849), nuove norme sulla gestione dei rifiuti di pile, accumulatori e RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) in vigore dal 27 settembre 2020. 
  • DLgs. 119/2020 (recepimento della direttiva UE 2018/849), nuove norme sulla gestione dei veicoli fuori uso per la raccolta, il trattamento e la tracciabilità dei mezzi non più utilizzati, in vigore dal 27 settembre 2020. 
  • DLgs. 121/2020 (recepimento della direttiva UE 2018/850), nuove norme sulla gestione dei rifiuti in discarica, in vigore dal 29 settembre 2020. 

La corretta procedura di smaltimento dei rifiuti 

Sapere come fare la raccolta differenziata in ufficio e negli ambienti di lavoro è soltanto il primo passo del processo di gestione dei rifiuti. Un passaggio importante è la scelta di forniture di materiali riciclabili, per abbassare la quantità di rifiuti indifferenziati e non recuperabili aumentando il riciclo secondo i principi dell’economia circolare.  

Questo approccio consente di implementare un’adeguata procedura di gestione dei rifiuti uno degli aspetti più importanti per la ISO 14001, la principale norma internazionale che stabilisce i requisiti per la certificazione dei sistemi ambientali nelle aziende. 

Un aspetto cruciale è il rispetto della classificazione CER dei rifiuti (Codice Europeo Rifiuto), in base alla quale i prodotti sono suddivisi in pericolosi e non pericolosi e prevedono trattamenti differenziati. Inoltre, è essenziale rispettare le norme in merito al registro di carico e scarico dei rifiuti, assicurandosi della regolarità documentale nel conferimento dei rifiuti a impianti e imprese specializzate. 

Tra le novità introdotte con il Decreto Rifiuti c’è anche l’assimilazione di alcuni rifiuti speciali a rifiuti urbani, quando possono essere considerati simili per composizione e natura. Questa modifica è piuttosto importante per definire gli obiettivi di riciclo, in quanto i rifiuti industriali e aziendali assimilabili ai domestici determinano insieme ai rifiuti domestici i risultati raggiunti dai singoli paesi nel rispetto dei target europei.