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Nature Restoration Law cos e

Nature Restoration Law cos’è e perché l'accordo tarda ad arrivare

Contenuto a cura di

Valentina Zanni
Compliance & Sustainability Manager

Tra i più aperti e divergenti dibattiti degli ultimi mesi in tema di ambiente c’è sicuramente quello sulla Nature Restoration Law ma di cosa si tratta?

Per comprendere a pieno cos’è la Nature Restoration Law è importante partire dallo stato attuale della natura dell’Europa che risulta avere oltre l’80% degli habitat in cattive condizioni. Proprio per questo motivo la Commissione europea ha proposto una nuova legge per ripristinare gli ecosistemi per le persone, il clima e il pianeta, uno degli elementi chiave del Green New Deal, anche con lo scopo di prevenire e ridurre catastrofi naturali.

Ponendosi obiettivi vincolanti e classificandosi come la prima legge omnicomprensiva del suo genere su scala mondiale, questa nuova legge sulla natura prevede:

  • il recupero della biodiversità a lungo termine e in modo duraturo;
  • l’aumento della resilienza e dell'autonomia strategica dell'UE;
  • la riduzione dei rischi per la sicurezza alimentare direttamente collegati alla prevenzione di catastrofi naturali;
  • un lavoro di squadra per raggiugere gli obiettivi dell'UE relativi alla mitigazione dei cambiamenti e degli adattamenti climatici così da limitare a 1,5ºC il riscaldamento globale;
  • rispetto degli accordi internazionali pattuiti.

Queste misure dovrebbero, entro il 2030, riguardare almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell'UE ma ci si aspetta che entro il 2050 gli obiettivi vengano raggiunti in tutti gli ecosistemi che hanno necessità di essere ripristinati dimostrando concretamente cosa prevede la legge sul ripristino della natura.

Nature Restoration Law approvata?

Ma il testo della Nature Restoration Law è stato approvato? Al momento la Nature Restoration Law è in una fase di stallo e il testo non è ancora legge.

Con la sua attuazione si prevede che i Paesi dell'UE propongano alla Commissione piani nazionali, dimostrando come raggiungeranno gli obiettivi, che mirano a ripristinare gli habitat entro due anni dall'entrata in vigore del Regolamento. Ciascun Paese dovrà monitorare e comunicare dati e prove che attestino i progressi. Dall’altra parte, l'Agenzia europea dell'ambiente avrà il compito di preparare periodicamente delle relazioni tecniche sui progressi ottenuti. A sua volta, anche la Commissione comunicherà al Parlamento europeo e al Consiglio informazioni e prove riguardo all'attuazione della legge sul ripristino della natura. 

Come si è arrivati a questa proposta di legge?

La proposta della Nature Restoration Law è stata avanzata dalla Commissione europea il 22 giugno 2022. Questa proposta però ha radici più lontane ed è il risultato di valutazioni, approfondimenti e strategie svolte nei due anni precedenti.

In particolare, è possibile tracciare una cronistoria dell’Iter legislativo che permette di mettere in rilievo gli episodi più salienti:

  1. 20 maggio 2020: viene pubblicata la strategia UE sulla biodiversità per il 2030

  2. 4 novembre — 2 dicembre 2020: Riscontro pubblico sulla valutazione d'impatto iniziale.
    Questa valutazione ha collettato feedback sui principali elementi dell'iniziativa dalle parti interessate e dal pubblico.
  3. 11 gennaio — 5 aprile 2021: Consultazione online pubblica aperta al feedback.
    Con questa consultazione è stato possibile raccogliere feedback, soprattutto sui principali elementi e sull’approccio da adottare per creare una proposta con obiettivi vincolanti.
  4. Periodo dicembre 2020 — settembre 2021: svolgimento di 5 seminari con la presenza delle parti interessate.
    In particolare, si è discusso sulle opzioni per gli obiettivi di ripristino, le modalità di attuazione di tali obiettivi e i potenziali impatti sociali, economici e ambientali più ampi che devono essere presi in considerazioni e sui risultati preliminari dello studio di sostegno alla valutazione d'impatto.
  5. 22 giugno 2022: proposta della Nature Restoration Law o legge sul ripristino della natura adottata dalla Commissione con lo scopo di ripristinare habitat, ecosistemi e le specie nelle zone terrestri e marine dell'Unione Europea.

Nature Restoration Law: la posizione dell’Italia

Dopo l’adozione da parte del Parlamento europeo della proposta della Nature Restoration Law o Legge sul ripristino della natura in italiano avvenuta il 22 giugno 2022, si sono verificati numerosi episodi e ancora oggi, dopo due anni, questa proposta non è ancora diventata legge. Nonostante il 9 novembre del 2023, si era giunti alla fase finale del processo di approvazione e il 27 febbraio 2024 l’accordo pattuito con gli Stati membri è stato approvato con 329 voti a favore, 275 contrari e 24 astensioni su 628 voti. Questa proposta non è stata approvata dal Consiglio, passaggio necessario per poter essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE ed entrare in vigore dopo 20 giorni.

Infatti, il 25 marzo 2024 è stato rimandato il voto in programma al Consiglio dell’Unione Europea, organo che ha potere legislativo insieme al Parlamento, proprio per scongiurare una bocciatura definitiva visto il ritiro del sostegno di diversi Paesi membri, tra cui Ungheria e Italia.

In merito alla proposta di Regolamento sul ripristino della natura, la viceministra per l’Ambiente e la Sicurezza energetica, Vannia Gava, ha affermato che “L'Italia sostiene l'obiettivo di tutelare e riparare gli ecosistemi ed ha partecipato attivamente al negoziato. Tuttavia, l'accordo finale che è emerso dai triloghi resta per noi non soddisfacente. Occorre una maggiore riflessione su come evitare impatti negativi su di un settore, come quello agricolo, che è cruciale per l'economia e la sicurezza alimentare dell'Italia e dell’UE”. 1

Il ruolo delle aziende nel Nature Restoration Law

Un ruolo importante viene rivestito anche dal settore privato tanto che, su iniziativa di Etifor, spin off dell’Università di Padova, Forum per la finanza sostenibile, Regione Lombardia e European Business & biodiversity platform2, è nata l’Italian Business&Biodiversity working group.  Una piattaforma che ha lo scopo di supportare le aziende nella creazione di modelli di business con un taglio nature positive, cioè mirato ad arricchire la biodiversità, e incentivare partnership tra pubblico e privato.

Fonti:
1 https://www.mase.gov.it/notizie/regolamento-ripristino-natura-gava-accordo-non-soddisfacente-serve-maggiore-riflessione
2 https://www.etifor.com/it/italian-business-biodiversity-working-group/