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Formati di stampa differenti

Formati stampa: guida completa

La carta è una risorsa preziosa e frequentemente impiegata negli ambiti professionali più disparati: conoscerne a fondo le caratteristiche è indispensabile nella progettazione di stampati e progetti tipografici di qualità. Infatti, a seconda dell’impiego e della tipologia di stampato - come ad esempio, poster, brochure, biglietti da visita e documenti aziendali - è importante selezionare la grammatura, la finitura e il formato carta più adatti nel soddisfare le proprie esigenze.

I vari formati di stampa

Esistono numerosi formati di stampa, ciascuno dei quali viene impiegato per dare forma a progetti cartacei molto diversi tra loro. In base alle varie dimensioni, è possibile stampare fotografie, poster, calendari, locandine, brochure, cartoline, biglietti da visita e molto altro.

L’Organizzazione internazionale per la normazione ha stabilito diversi tipi di standard ISO, distinti in base all’utilizzo tipografico e alle caratteristiche della carta in termini di margini, forme e misure. La classificazione ha dato luogo a tre formati di stampa - A, B e C - complementari tra loro. Per esempio, un foglio di tipo A4 può essere comodamente inserito all’interno di una busta di tipo C4, che a sua volta può trovare posto in una busta di tipo B4.

Il formato di stampa A

Tra tutti i formati di stampa, il tipo A è riconosciuto a livello internazionale e il più utilizzato in Europa. In particolare, la serie di formati di tipo A è normata dallo standard ISO 216 e si divide in dieci sottogruppi, che vanno dal più grande A0 al più piccolo A10. Ogni gruppo include al suo interno differenti formati e utilizzi. Le diverse dimensioni sono ottenute attraverso la suddivisione del formato A0 in numerosi sotto-formati più piccoli, fino a raggiungere misure particolarmente ridotte: l’obiettivo finale consiste nell’abbattere lo spreco di carta. 

Non tutti i formati sono adatti alle stampanti ordinarie: infatti, le stampe più grandi - in particolare le tipologie A0, A1 e A2 - possono essere riprodotte soltanto da copisterie o laboratori dotati di appositi macchinari tipografici. In ogni caso, si tratta di formati di stampa perlopiù utilizzati nell’ambito del disegno tecnico o per la realizzazione di materiali da affiggere sulle pareti. 

I formati di stampa B e C

Le normative ISO 216 e 269 definiscono i parametri di questi due formati di stampa. Le varie misure della serie di tipo B sono ricavate calcolando la media geometrica dei diversi formati di tipo A: attraverso questo procedimento, vengono così creati dieci sottogruppi di dimensioni differenti. 

Sebbene il suo utilizzo quotidiano sia meno frequente rispetto al più tradizionale formato A, in realtà il formato di tipo B è ampiamente impiegato in ambito editoriale e grafico: i suoi vari tagli cartacei danno forma ad affissioni, poster, libri e brochure, ma anche a buste e passaporti.

A sua volta, il formato di stampa C comprende altrettanti sottogruppi, ottenuti applicando la media geometrica dei formati A e B dello stesso numero: ad esempio, il formato C5 corrisponde alla media tra i formati A5 e B5. È importante sottolineare che la serie di tipo C è il formato d’eccellenza per la stampa di buste postali o da lettera, in grado di contenere perfettamente i rispettivi fogli di carta di tipo A. 

Il formato di stampa foto

Invece, per quanto riguarda la stampa di fotografie, è possibile impostare formati differenti, a seconda del tipo di supporto e del proprio gusto personale. Sempre più servizi di stampa mettono a disposizione dei consumatori la possibilità di adattare le proprie foto agli oggetti più disparati, tra cui calendari, poster, magneti, cuscini, magliette e persino custodie per cellulari.

Malgrado il mondo della fotografia si stia diversificando sempre di più, esistono tuttavia dei formati standard universalmente riconosciuti. Innanzitutto, la fotografia analogica prevede che l’immagine classica rispetti una proporzione tra altezza e larghezza pari a 2:3. Rispettando questo rapporto, il formato foto standard è, perciò, caratterizzato da dimensioni pari a 10x15 cm. Si tratta di un formato che da sempre viene impiegato per la realizzazione di album e di cornici decorative per gli ambienti lavorativi e domestici. 

Tuttavia, nell’ambito della stampa digitale, anche il formato 13x19 cm sta riscontrando un grande successo. Particolarmente apprezzato dai fotografi professionisti, questo formato è da sempre noto come il formato da ingrandimento.

Si è sottolineato come, grazie alla diffusione di apparecchi fotografici dalle funzionalità particolarmente avanzate, la fotografia stia diventando un’arte alla portata di tutti. Gli smartphone in circolazione sono così innovativi da garantire formati originali e foto di alta qualità, talvolta paragonabili all’operato di grandi professionisti. Di conseguenza, questo fenomeno ha portato all’adozione sempre più frequente del formato panoramico - di proporzione 16:9 - e del formato 4:4 di tipo quadrato. 

Le dimensioni dei fogli di carta

Adattare i formati dei fogli di carta ai progetti da realizzare permette di valorizzare la portata visiva dell’idea che si vuole sviluppare. Per quanto non esistano regole scritte che colleghino un determinato lavoro a un formato carta particolare, è bene poter affiancare al progetto tipografico le giuste dimensioni della carta. Per esempio, un poster da parete realizzato in formato A5 potrebbe risultare troppo piccolo e non impattare in maniera efficace sull’ambiente circostante. 

Per venire incontro alle varie esigenze artistiche e professionali, si suggeriscono, di seguito, alcune associazioni ideali tra formato, dimensioni e utilizzo.

Innanzitutto, il formato A0 (841x1189) è particolarmente appropriato per il disegno tecnico. Infatti, le sue notevoli dimensioni rispondono perfettamente alla necessità di impiegare ampi fogli in grado di contenere comodamente le proporzioni del progetto. Inoltre, questo tipo di foglio può essere utilizzato per le affissioni, sebbene il formato prediletto per queste ultime sia, generalmente, il B1 o il B2.

Nell’ambito del disegno tecnico può essere utilizzato anche il formato A1 (420x594). Perdipiù, questo tipo di foglio trova ampio impiego nella realizzazione di cartografie, manifesti, poster e materiali di tipo pubblicitario di grandi dimensioni. 

Al contrario, tipologie di stampati come manifesti, disegni, fotografie, spartiti, calendari e riviste possono essere realizzate con formati meno ingombranti, ad esempio A2 e A3. Questi formati sono largamente impiegati dagli uffici che, per esigenze professionali, si dotano di stampanti apposite per la realizzazione di locandine, diagrammi e disegni di progetto.  

Tra i formati carta, lo standard più utilizzato è senz’altro il foglio A4, dalle dimensioni pari a 210x297 mm. I suoi utilizzi sono molteplici e trovano ampio impiego in tutti i settori: si tratta, infatti, del formato convenzionale per i fogli utilizzati da stampanti e fotocopiatrici, ma anche per moduli vari, libri di testo, riviste, quaderni di appunti, ecc. 

Invece, i formati più piccoli vengono spesso utilizzati nella realizzazione di documenti e supporti cartacei tascabili. Le loro misure compatte si prestano a un utilizzo particolarmente diversificato, che include block-notes, pocket-book, brochure, opuscoli, cartoline da viaggio e calendari da scrivania, spesso realizzati in formato A5, A6 o persino A7. 

Infine, è interessante notare come anche i formati A8 e A9 godano di un’ampia diffusione all’interno di svariati settori. Le dimensioni della carta variano dai 5 ai 7 cm di altezza e sono ridotte a tal punto da permettere la realizzazione di tessere fedeltà e biglietti da visita, ma soprattutto di adesivi ed etichette. 

Grammatura e finitura dei fogli

Ovviamente, nella realizzazione di progetti in grado di soddisfare le esigenze tipografiche ed estetiche di ciascuno, è importante non soltanto valutare il formato dei fogli più idoneo, ma fare attenzione persino alla grammatura e alla finitura della carta. 

La grammatura consiste nel peso in grammi di un foglio della dimensione di un metro quadrato. Essa rappresenta un fattore fondamentale da considerare nella realizzazione di un progetto grafico. Infatti, considerare il peso della carta è indispensabile per garantire il supporto ideale per il proprio lavoro e massimizzare la qualità della stampa. 

Nella maggior parte dei casi, i progetti più pregiati e costosi prediligono l’utilizzo di una carta spessa e pesante, di peso superiore ai 200 g/mq. Questo tipo di grammatura è particolarmente consigliata per la realizzazione di biglietti da visita professionali e copertine di libri o riviste di alta qualità. Al contrario, la grammatura più economica e comunemente impiegata per la stampa di giornali, documenti aziendali o temporanei, opuscoli e carta da corrispondenza, può variare da un peso di 80-100 g/mq fino a una grammatura pari a 170-200 g/mq.

Infine, la finitura della carta concorre a valorizzare la qualità del progetto tipografico. Ecco qui i differenti tipi esistenti: 

  • finitura lucida: si tratta della finitura principalmente impiegata nella stampa delle fotografie. Invece, l’effetto lucido unito a una finitura patinata è la combinazione preferita per la realizzazione delle pagine delle riviste;
  • finitura opaca: questa tipologia è particolarmente apprezzata per la sua resistenza alle impronte lasciate da ripetute manipolazioni della carta;
  • finitura patinata: la carta patinata è caratterizzata da colori, sensazioni al tatto e qualità superiori rispetto alle altre tipologie di finitura;
  • finitura testurizzata: questa finitura di alta qualità permette di ottenere una carta ruvida, spessa e finemente decorata. 

Realizzare un progetto di qualità è un compito che richiede dimestichezza e una conoscenza approfondita delle varie caratteristiche di stampa a disposizione dei professionisti. Perciò, saper selezionare i formati di stampa e le tipologie di carta esistenti è il primo passo per poter realizzare un lavoro in grado di soddisfare appieno le proprie esigenze estetiche e tipografiche.