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bpa free

BPA free: cosa significa?

La maggior parte degli oggetti che si trovano sulle scrivanie degli uffici o che vengono impiegati quotidianamente riporta delle sigle il cui significato è spesso sconosciuto o viene ignorato. Tra queste ci sono anche “BPA” e “BPA Free”, due sigle che distrattamente leggiamo in maniera più frequente di quanto si possa pensare. Vediamo che cosa significa BPA Free e perché è importante conoscerne le implicazioni anche dal punto di vista ecologico.  

Bisfenolo A: cos’è? 

La sigla “BPA” può essere spesso individuata su scontrini ed etichette che vengono realizzati in carta termica, prodotti con l’utilizzo di un particolare sviluppatore di colore, il bisfenolo A. 

Noto anche come BPA, questo composto chimico organico viene usato soprattutto nell’ambito della produzione delle plastiche di policarbonato e resine epossidiche. Al tempo stesso, il bisfenolo A viene apprezzato soprattutto per la resistenza e la durezza che conferisce ai materiali in cui si trova: alla luce di questa caratteristica, trova un vasto impiego sia per usi alimentari, sia in quelli non alimentari come la produzione di carta termica per scontrini. 

Nonostante il suo largo impiego, il BPA può rivelarsi particolarmente nocivo per la salute, in quanto il bisfenolo è una sostanza in grado di danneggiare l’equilibrio endocrino del corpo umano. Su questo tema, alcuni studi sperimentali condotti dall’Istituto Superiore di Sanità hanno dimostrato come il BPA abbia una vasta influenza sul sistema riproduttivo, nervoso e immunitario umano1. Inoltre, il BPA è stato classificato come tossico per la riproduzione e questo lo pone tra le sostanze “particolarmente preoccupanti” secondo i criteri del Regolamento europeo sulle sostanze chimiche REACH2: di conseguenza l’utilizzo di questa sostanza deve essere limitato il più possibile e, ove possibile, sostituito con sostanze meno nocive.  

Nuova normativa BPA 2021 

Prima dell’entrata in vigore della Nuova Normativa avvenuta nel gennaio 2020, questo sviluppatore termico (il bisfenolo A) poteva incidere fino all’1-1,5% sul peso totale della carta. Tuttavia, negli ultimi anni, numerosi studi di settore hanno indotto le autorità della Comunità Europea a introdurre alcune severe restrizioni riguardo il suo utilizzo in ambito business, a causa dei potenziali danni che potrebbe arrecare alla salute. Il risultato della riflessione su questo tema è stato il Regolamento dell'Unione europea 2016/2235 entrato in vigore dal 2 gennaio 2020.  

Nel testo si legge che - a partire dal 2 gennaio 2020 - non è più ammessa in commercio la carta termica che presenta una percentuale superiore allo 0,02% di bisfenolo. Di conseguenza i rivenditori si sono adeguati acquistando prodotti a norma, una volta esauriti quelli precedentemente acquistati.  

Sebbene, in linea teorica, la nuova normativa potesse avere delle ripercussioni negative sugli operatori del settore (produttori e converter), tuttavia la maggior parte delle aziende ha accolto di buon grado questa novità, consapevoli del miglioramento che può apportare sulla salute dei lavoratori e della collettività. 

La carta termica con un contenuto ridotto di BPA, infatti, si presenta identica all'apparenza estetica e la consistenza al tatto o la percezione all’olfatto sono inalterate. Rimangono invariate anche alcune proprietà fondamentali della carta termica come la funzionalità - a prescindere dalla stampante termica utilizzata e la stampabilità. Anche l’impatto sulle abitudini di acquisti sarà sostanzialmente nullo o comunque molto ridotto.  

Carta termica BPA FREE 

Un ulteriore passo avanti è stato compiuto grazie all’introduzione del prodotto BPA FREE, in sostituzione di quello con i bisfenoli, che oltre a favorire la causa ambientale, riduce in maniera significativa i rischi per la salute delle categorie di lavoratori che sono più esposti al BPA.  

Il tema che riguarda la carta termica BPA free coinvolge da vicino le aziende che hanno dovuto e voluto compiere scelte sempre più sostenibili nell’ultimo anno. Del resto, optare per prodotti BPA Free comporta alcuni concreti vantaggi tra cui:  

  • coerenza con la mission sostenibile: molte imprese nel nostro Paese si stanno impegnando per scegliere prodotti sempre più sostenibili e che consentono di ridurre le conseguenze dannose del proprio passaggio sulla Terra. In questo senso la scelta di carta termica BPA free permette non solo di rispettare la normativa vigente, ma anche di utilizzare un prodotto più sostenibile;  
  • ridurre i rischi della salute dei collaboratori: come accennato sopra, la concentrazione elevata di bisfenolo può comportare, in alcuni casi, alcune conseguenze dannose per i lavoratori.  
  • rispettare la normativa vigente: acquistando carta termica che presenta solo 0,02% di bisfenolo, consente alle aziende di dare il proprio contributo all’adeguamento alla normativa europea su questo tema.  

Per avere un’idea della pervasione quasi capillare che questo genere di prodotto ha, è opportuno ricordare che, tra i principali ambiti di utilizzo, c’è quello della carta da scontrini, carta e POS. È opportuno sottolineare che la carta termica BPA Free è compatibile con tutti i tipi di stampanti termiche.  

Quale carta termica Blu 4Est scegliere 

Quando bisogna acquistare la carta termica da impiegare in azienda e negli uffici pubblici si pone il tema della scelta del prodotto più adatto. Per poter individuare quello più adatto è opportuno ricordare che la carta termica Blue 4est costituisce una rivoluzione nel mondo della carta termica per i vantaggi ambientali che questa comporta. Le sue caratteristiche sono:  

  • resistenza agli agenti ambientali come luce solare e umidità;  
  • durata della stampa superiore a 35 anni;
  • riciclabile; 
  • assenza di componenti chimici;  
  • resistente dal contatto diretto con alimenti;  
  • stabilità superiore alle normali carte termiche;  
  • compatibilità con le principali stampanti termiche.  

[1] Istituto Superiore di Sanità: https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/b/bisfenolo-a#rischi-per-la-salute

[2] Vedi nota n.1