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quando bisogna utilizzare i dispositivi di protezione degli occhi

Quando bisogna utilizzare i dispositivi di protezione degli occhi?

Secondo il Regolamento (UE) 2016/425, un Dispositivo di Protezione Individuale (DPI) è un qualsiasi dispositivo progettato e fabbricato per essere indossato o tenuto da una persona al fine di proteggerla da uno o più rischi che ne metterebbero in pericolo la sua salute o sicurezza.

I DPI destinati a fornire protezione per gli occhi nel mondo del lavoro sono i protettori dell’occhio, comunemente detti occhiali di protezione. Essi offrono protezione da rischi di varia natura ed entità ai quali gli occhi sono esposti.

È opportuno, quindi, che il lavoratore indossi sempre la protezione per occhi adeguata ogni qualvolta può essere esposto a una delle tre principali fonti di rischio:

  • Protezione dai rischi meccanici, suggerita per tutte le operazioni in cui vi è rischio di contatto accidentale con gli occhi di oggetti o particelle con velocità più o meno elevate, polveri, schegge, spruzzi di liquidi e goccioline. Operazioni come quelle in cui si verificano frequentemente proiezioni di particelle solide volatili (pietra, metallo, legno, sabbia) con conseguente impatto a differente velocità (tornitura, fresatura, sabbiatura, rivettatura e molatura). In base all’entità dell’impatto, si può essere esposti a diversi rischi quali: dolore, irritazione, congiuntivite, opacità del cristallino, lesione della cornea e lacerazione dell’iride. In base alla velocità d’impatto a cui si può essere sottoposti, quindi, è necessario scegliere gli adeguati dispositivi di protezione degli occhi e del viso.
  • Protezione da rischi da radiazioni ottiche come sorgenti di:
  • Radiazioni ultraviolette, non visibili all’occhio umano ma presenti negli ambienti a contatto con la luce solare. Esse sono dannose per l’uomo poiché composte da onde magnetiche che penetrano nell’occhio creando disturbo e/o malattie in seguito ad una esposizione prolungata. I rischi connessi a tali radiazioni possono essere: lesione della cornea, cecità parziale, congiuntivite, cataratta e invecchiamento prematuro del cristallino.
  • Radiazioni infrarosse, dannose per l’uomo in quanto derivano da tutti i corpi caldi che emettono calore (sole, saldatura, lavorazione di metalli e vetro); motivo per il quale i danni provocati da queste radiazioni si avvertono in maniera pressoché istantanea (a differenza di quelli causati dalle radiazioni ultraviolette che, invece, si manifestano in ritardo). I rischi legati a queste radiazioni possono essere: cecità parziale, cataratta e opacizzazione del cristallino.
  • Abbagliamento dovuto a luce intensa.

Tale protezione è fornita dai filtri/lenti che si rifanno ad apposite normative europee:

  • filtri per ultravioletti (EN 170);
  • filtri solari per uso industriale (EN 172);
  • filtri per saldatura (EN 169).
  • Protezione dai rischi chimici, indicata per lavori come la manipolazione di liquidi corrosivi o di polveri tossiche (gas, fumi, vapori, aerosol liquidi, spruzzi di prodotti chimici, polveri fini) che possono rappresentare un potenziale rischio per gli occhi dell’operatore. I rischi a cui si può essere soggetti sono: congiuntivite, ulcerazione della cornea, infezioni virali e cecità parziale o totale.

È, quindi, opportuno utilizzare la protezione occhi adeguata anche se si è esposti ad uno solo di questi rischi.

occhiali anti luce blu

Da notare, ad esempio, che sono sempre più frequentemente utilizzati gli occhiali protettivi da luce blu a causa dell’aumentata esposizione a fonti di luce artificiale (luci LED o allo xeno, o schermi come computer, cellulari, tablet, etc). La luce blu derivante dalle radiazioni emesse da queste sorgenti luminose artificiali e dagli schermi può causare affaticamento agli occhi di alcune persone e risultare irritante. Una quantità eccessiva di luce blu può danneggiare l’occhio umano e, oltre a provocare infiammazioni dolorose della congiuntiva e della cornea, può causare danni al cristallino (cataratta) e, in particolare, alla retina (degenerazione maculare).

Quali sono i DPI per la protezione degli occhi?

Nel mondo del lavoro gli occhi sono esposti a svariate fonti di rischio. Per questo motivo è necessario proteggerli opportunamente con gli occhiali di sicurezza o occhiali di protezione che dir si voglia. Questi dispositivi permettono quindi di lavorare in sicurezza offrendo comodità e protezione ad ogni lavoratore. 

Questi DPI possono essere suddivisi in tre tipologie:

  • Occhiali di protezione: formati dalla montatura con stanghette e dalle lenti, e che, in alcuni casi, offrono anche protezione laterale evitando così la penetrazione laterale sia di particelle che di radiazioni.  Per una protezione completa inoltre esistono anche sovraocchiali di protezione, utili nei casi in cui un lavoratore debba indossare gli occhiali da vista ma, allo stesso tempo, deve proteggere gli occhi durante lo svolgimento delle attività professionale.

  • Occhiali a visiera / Maschere: fissate direttamente al capo tramite bardatura e che grazie alla guarnizione in gomma su tutto il contorno degli occhi offrono protezione a tutta l’area del viso attorno agli occhi stessi.

  • Schermi facciali: sistemi che sono generalmente fissati all’elmetto di protezione o ad altri dispositivi. Questi, in un’unica soluzione, sono dispositivi di protezione degli occhi e del viso.

Per la scelta del DPI più opportuno per la protezione degli occhi, va tenuto conto tra i diversi criteri anche della velocità di impatto a cui si può essere sottoposti:

  • Impatto a bassa energia (45 m/s, ovvero 162 km/h): in questo caso gli occhiali di sicurezza più adeguati sono gli occhiali di sicurezza a stanghetta;
  • Impatto a media energia (120 m/s, ovvero 432 km/h): in questo caso gli occhiali di sicurezza più adeguati sono gli occhiali a visiera / maschere;
  • Impatto ad alta energia (190 m/s, ovvero 684 km/h): in questo caso gli occhiali di sicurezza più adeguati sono gli schermi facciali;

A quale categoria appartengono i DPI di protezione degli occhi?

I DPI degli occhi e del viso sono usualmente riconosciuti come DPI di categoria II, mentre quelli che offrono protezione da arco elettrico appartengono alla categoria III.

I DPI di protezione degli occhi possono essere classificati per categorie di rischio crescenti ed in relazione all’entità del rischio stesso:

  • Categoria I: DPI che proteggono da rischi minimi, destinati a salvaguardare chi li usa da rischi di danni i cui effetti possono essere avvertiti in tempo utile e senza conseguenze permanenti per l’utilizzatore.
  • Categoria II: DPI che non appartengono alle altre due categorie, progettati per difendere l’operatore da rischi di “gravità intermedia”.
  • Categoria III: DPI volti a salvaguardare da rischi di lesioni gravi e di carattere permanente e/o di morte.

È, inoltre, possibile classificare i protettori dell’occhio in base alla loro classe ottica, ovvero in base ai requisiti di visione richiesti dal lavoro a cui sono destinati:

  • classe ottica 1: per lavori con requisiti particolarmente elevati di visione per un lavoro continuo e di conseguenza per uso permanente;
  • classe ottica 2: per lavori con un requisito di visione medio per tipologie di lavoro intermittente;
  • classe ottica 3: per lavori pesanti, senza esigenze di visione particolari, solo per casi eccezionali e non per uso permanente, per cui non destinati ad un utilizzo prolungato.

Bisogna considerare che l’occhio è una delle parti del corpo tra le più coinvolte dopo le mani ed i piedi. I traumi oculari, infatti, sono un evento piuttosto frequente e possono essere la causa di perdita della vista e, quindi, di menomazione anche grave; pertanto, hanno una grande rilevanza sociale, psicologica ed economica. Dunque, la loro prevenzione è fondamentale.

In generale i traumi oculari si possono suddividere in due gruppi:

  • traumi contusivi, divisi a loro volta in diretti in cui il corpo contundente colpisce direttamente l’occhio ed indiretti in cui, invece, vengono danneggiate le strutture ossee vicine al bulbo oculare o dovuto ad un contraccolpo. Nelle forme lievi si possono avere emorragie sottocongiuntivali e abrasioni corneali. Nelle forme più gravi, invece, emorragie in camera anteriore, rottura del muscolo che controlla la dilatazione della pupilla, distacco dell’iride, danni al cristallino.
  • traumi perforanti, derivanti dal lavoro con materiali e utensili fratturabili in schegge e per i quali i danni a livello oculare vanno da ferite lineari del bulbo o minime perforazioni ad ampie lacerazioni, con sconvolgimento dell’intera architettura dell’occhio.

Indossare gli occhiali di protezione o le maschere: le normative vigenti

La norma europea di riferimento per gli occhiali di protezione è la EN 166 e definisce i requisiti funzionali dei diversi tipi di protettori individuali dell'occhio e contiene considerazioni generali come: classificazione, designazione, requisiti di base applicabili a tutti i protettori dell'occhio, particolari vari e requisiti facoltativi, informazioni per gli utilizzatori, marcatura.

In merito ai filtri/lenti e in base alla loro tipologia, invece, le normative di riferimento sono:

  • EN 170: definisce i livelli di protezione ed i requisiti di trasmissione per filtri ultravioletti. Le lenti per occhiali di protezione conformi alla norma EN 170 presentano i requisiti prestazionali per proteggere l'occhio dalle radiazioni ultraviolette durante lo svolgimento di attività pericolose.
  • EN 172: descrive i requisiti per le proprietà fisiche di filtri che vengono usati per lo smorzamento dei raggi solari nell'ambito industriale.
  • EN 169: specifica i numeri di scala ed i requisiti del fattore di trasmissione dei filtri destinati a proteggere i professionisti durante operazioni di saldatura (saldatura, saldobrasatura, taglio ad arco e taglio plasma).

In definitiva, quindi, è opportuno sempre valutare accuratamente le fonti di rischio a cui si è sottoposti per poter scegliere la protezione obbligatoria degli occhi più adeguata al caso, evitando così possibili problemi e danni permanenti o meno per gli occhi dei lavoratori coinvolti.