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dpi per la protezione dell'udito

Protezione udito e DPI: la guida completa per scegliere il dispositivo più idoneo

Ivan Cerea
Corporate PPE Sales Specialist

Nel nuovo Regolamento (UE) 2016/425 sui DPI uno dei cambi radicali e più significativi è il passaggio degli strumenti legati alla protezione dell’udito da Cat II a Cat III, ovvero variazione legislativa che li pone in quei rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni alla salute irreversibili.  

In questo articolo approfondiremo il tema e capiremo perché l’udito è uno dei nostri preziosi sensi da proteggere! 

L’importanza della protezione uditiva e i rischi legati al rumore 

Il rumore è un fenomeno acustico naturale o artificiale, che non ha caratteristiche musicali (la pioggia che scende lieve, il cinguettio degli uccelli in lontananza, la risacca dolce del mare) e che spesso è associato a sensazioni sgradevoli (il rumore del traffico, di un macchinario meccanico, il decollo di un aereo). L’unità di misura del rumore è il decibel (db).  

La tabella di seguito ci aiuta a contestualizzare meglio i valori di db a cui siamo esposti in diverse situazioni 

Tipici livelli sonori in dB

Il sistema uditivo è uno degli apparati sensoriali più delicati del nostro corpo: le cellule uditive infatti, come ad esempio quelle che compongono il timpano, non sono in grado di rigenerarsi e quindi, se danneggiate, lo saranno irreversibilmente, compromettendo per sempre la nostra capacità uditiva.  

Le sue molteplici funzioni rendono l’udito molto vulnerabile. L’esposizione a un rumore forte e improvviso, come un clacson o lo scoppio di un petardo, e l’esposizione continua a un livello sonoro superiore a 85 dB danneggiano le cellule dell’orecchio interno e/o le terminazioni nervose uditive. Le conseguenze sono: 

  • perdite dell’udito  
  • disturbi uditivi (ad es. acufeni)  
  • sordità improvvisa.  

L’ipoacusia da rumore è ingannevole per il fatto che progredisce senza dolore. Inizia sulle alte frequenze (attorno ai 4 kHz), è irreversibile e si nota solo dopo molti anni. Questo perché la lesione uditiva raggiunge tre quarti del suo valore finale nei primi dieci anni di esposizione, mentre la perdita dell’udito si palesa solo in concomitanza con quella naturale legata all’età, che è lenta e continua.  

Rispetto ad altre classi di rischio, i danni da rumore vengono, a volte, sottovalutati, considerando che i termini di causa-effetto non sono immediatamente visibili. Un danno uditivo da rumore si manifesta generalmente all’età di 60 o 70 anni e ha l’effetto di «invecchiare» l’udito di ulteriori 10-20 anni. È dunque fondamentale proteggersi fin da subito in modo sistematico e corretto. 

Per questo motivo è fatto obbligo indossare una protezione uditiva adeguata in ambienti lavorativi laddove si presentino rumori superiori a 135 decibel di picco o che raggiungano o superino gli 85 decibel continui. 

Qual è il rischio causato dal rumore?  

La valutazione del rischio rumore rientra negli obblighi del Datore di lavoro, che deve inserire tale prospetto nella redazione del DVR (Dichiarazione di Valutazione dei Rischi) aziendale. 

La responsabilità per tale documento è dello stesso Datore di lavoro che, di concerto alle figure professionali previste nei casi di legge (RSPP, Medico Competente, RLS), elabora un prospetto dei possibili rischi sul luogo di lavoro e le relative misure di prevenzione e messa in sicurezza. 

L’obbligatorietà della valutazione rumore segue, perciò, quella del DVR, ovvero può riguardare tutte le aziende che hanno almeno 1 dipendente o collaboratore esposto a fonti di rumore. 

In termini di grandezza fisica, il rumore è un fenomeno vibratorio che genera un’onda sonora misurabile e quantificabile attraverso due parametri principali: 

  • ampiezza dell’onda, misurata in decibel (dB) 
  • frequenza dell’onda, misurata in hertz (Hz). 

Gli effetti nocivi del rumore sull’uomo dipendono da tre fattori: 

  • frequenza del rumore 
  • intensità del rumore 
  • durata nel tempo dell’esposizione al rumore. 

Per la valutazione del rischio rumore, il Datore di lavoro deve rivolgersi a un tecnico, che misura i vari fattori di rumore presenti sul luogo di lavoro. 

Un documento completo di valutazione dell’esposizione del rischio rumore include: 

  • definizione dei limiti di esposizione; 
  • fattori che possono accentuare il rischio (vibrazioni, rumori impulsivi, etc.); 
  • presenza di aree e macchine a forte rischio; 
  • interazione tra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni di sicurezza; 
  • informazioni sull'emissione di rumore fornite dai costruttori; 
  • prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l'orario di lavoro normale; 
  • informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria (ad esempio per la presenza di lavoratori particolarmente sensibili al rumore); 
  • valutazione dell’efficienza ed efficacia dei DPI-uditivi (Dispositivi di Protezione Individuale). 

Come proteggere l’udito?  

La scelta di un dispositivo che sia comodo per il lavoratore che lo deve indossare è uno degli aspetti da raggiungere per garantirne l’utilizzo costante. Il comfort per l’utilizzatore dipende da diversi fattori: per le cuffie per esempio il peso del dispositivo, la pressione o il tipo di materiale dell’imbottitura; per gli inserti la facilità di inserimento o la compatibilità con il canale uditivo. 

Un otoprotettore scomodo con molta probabilità non sarà indossato per tutta la durata dell’esposizione in particolare se questa riguarda tutta o buona parte della giornata lavorativa. E’ inoltre necessario considerare che non sempre un dispositivo è adatto per tutti gli operatori in considerazione alla diversa conformità dell’orecchio o presenza di preesistenti disturbi medici. 

Di seguito troveremo i principali strumenti di protezione acustica presenti oggi sul mercato.

I vari tipi di protezione obbligatoria del rumore 

La scelta della protezione acustica per le orecchie è molto personale e dipende, come visto sopra, da una serie di fattori tra cui il livello di rumore, il comfort e l'idoneità della protezione acustica sia per il lavoratore che per l'ambiente. Soprattutto, la protezione acustica dovrebbe fornire la riduzione del rumore desiderata.  

Principalmente le possiamo dividere in 4 famiglie: 

  1. Cuffie antirumore: si posizionano sulle orecchie e le 2 parti sono collegate da un archetto che passa sopra la testa, dietro la nuca o possono essere applicate su un elmetto di protezione. Possono essere passive oppure attive e/o intercomunicanti con sistemi elettronici all’interno. Offrono una minore variabilità dell'attenuazione tra gli utenti e sono progettate in modo che una taglia si adatti alla maggior parte delle dimensioni della testa. Risultano facilmente visibili a distanza per agevolare il monitoraggio del loro utilizzo ma sono più scomode per l'uso con altri dispositivi di protezione individuale, nelle aree di lavoro calde e umide e per l'uso in aree di lavoro ristrette. 
  1. Tappi con archetto: si posizionano all’inizio o all’interno del canale uditivo, una fascia di plastica rigida fatta ad arco ne mantiene il posizionamento. 
  1. Tappi modellabili o preformati: si introducono direttamente nel canale uditivo. Possono avere anche un cordino che unisce i 2 tappi in modo da poterli lasciare sul collo quando non sono utilizzati. I tappi singoli generalmente sono monouso. Piccoli e facilmente trasportabili, comodi da usare con altri dispositivi di protezione ma richiedono più tempo per adattarsi in quanto all’inizio più difficili da inserire correttamente e impongono buone pratiche igieniche in quanto possono altrimenti irritare il condotto uditivo 
  1. Tappi modellati: creati a partire da un’impronta del canale uditivo dell’utilizzatore. Questa protezione antirumore viene poi fabbricata normalmente in silicone o resina acrilica.

Come accennato sopra, bisogna valutare, sempre per la scelta del corretto strumento di protezione, il contesto lavorativo e la tipologia di attività svolta. Alcune di queste sono: 

  • Temperatura e umidità: se l’operatore è esposto ad alte temperature e importante lavoro fisico è sconsigliato l’uso di cuffie in quanto l’eccessiva sudorazione può provocare irritazioni della pelle nelle zone coperte dalle conchiglie. È preferibile in questi casi utilizzare inserti auricolari 
  • Ambienti polverosi: anche in questo caso l’utilizzo di cuffie può essere causa di irritazioni cutanee. Mentre l’uso di inserti auricolari deve essere effettuato prima di entrare nell’ambiente contaminato per evitare rischio di infezioni. 
  • Esposizione di breve durata: è consigliato fornire DPI facili e veloci da mettere e togliere. In questo caso cuffie o archetti. 
  • Riconoscimento di suoni o comunicazioni verbali: in questo caso è consigliato l’uso di otoprotettori con livelli di attenuazioni uniforme su tutto lo spettro o sistemi di protezione attivi/elettronici. 

Ma come calcolare la corretta riduzione del rumore in modo facile e veloce e quindi la scelta dell’otoprotettore? 

La tabella qui sopra rappresenta uno strumento veloce e pratico per il calcolo dell’attenuazione, dove esistono vari modi, ma precisiamo che il corretto dpi va sempre scelto in base a quanto indicato nel DVR. 

È inoltre fondamentale che la protezione in ambienti rumorosi sia continua e non interrotta per tutta la durata di esposizione. 

Togliere le protezioni, anche solo per un breve periodo abbatte sensibilmente o completamente l’effetto protettivo.

Gradi di Protezione Uditiva

E ricordiamoci che, citando Kandinskij, “l'occhio aperto e l'orecchio vigile trasformeranno le più piccole scosse in grandi esperienze” ma ci permettono anche di stare sicuri, stay safe!