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Defibrillatore (DAE): cos’è e perché è così importante

Cinzia Chiminelli
Category Manager Industrial

In termini semplificati, il defibrillatore è uno strumento costruito per rilevare le alterazioni del ritmo della frequenza cardiaca di un paziente ed erogare scariche elettriche al cuore di un paziente, qualora si rilevi un arresto cardiaco dovuto a fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso.

L’obiettivo di tali scariche è quello di tentare di ripristinare il regolare ritmo della frequenza cardiaca e quindi di interrompere l’aritmia del cuore del paziente.

Normalmente un DAE, nelle varie configurazioni disponibili sul mercato, è composto da:

  • un’unità centrale che analizza il ritmo cardiaco del paziente; 
  • elettrodi (o piastre) normalmente applicate al torace, che trasmettono le scariche elettriche. 

Questo dispositivo ha di solito un’alimentazione elettrica a batteria.

Cosa vuol dire la sigla DAE?

L’acronimo DAE si utilizza comunemente per indicare sia un Defibrillatore Automatico Esterno che un defibrillatore semiautomatico esterno. Questi dispositivi si possono certamente definire un “salvavita” perché, grazie alla defibrillazione esercitata dal DAE, è possibile interrompere l’aritmia e quindi il caos delle cellule muscolari del cuore, ricreando le condizioni per ripristinare la capacità cardiaca e la corretta circolazione del sangue.

Come si usa un defibrillatore DAE?

Ne esistono di vari tipi e le differenti funzionalità di ciascuno implicano un diverso uso del defibrillatore. Esistono defibrillatori manuali, semiautomatici esterni, automatici esterni e impiantabili (o automatici interni). Di seguito proponiamo una breve descrizione:

  • manuale: è usato solo da operatori sanitari qualificati e quindi si trova generalmente solo in ambito ospedaliero o in alcune ambulanze o mezzi di soccorso;
  • defibrillatore semiautomatico esterno (DAE): molto diffuso in Italia, richiede l’intervento di un operatore che, dopo avere assicurato la posizione delle piastre dae, attivi l’eventuale emissione della scarica premendo un pulsante su indicazione della macchina. Il funzionamento del defibrillatore semiautomatico risulta quindi semplice e sicuro perché le operazioni di analisi e carica sono automatiche e non modificabili dall’esterno
  • automatico esterno (DAE): molto diffuso all’estero, richiede un iniziale intervento dell’operatore per il posizionamento delle piastre sul torace del paziente, poi si attiva autonomamente ed eroga la scarica se rileva l’eventuale stato di arresto cardiaco del paziente dopo un breve preavviso;
  • impiantabile o automatico interno: deve essere chirurgicamente inserito nel corpo del paziente, quindi è di dimensioni ridotte e assomiglia concettualmente molto a un pacemaker.

Chi può usare un DAE?

La legislazione attualmente vigente in Italia consente l’uso del defibrillatore non solo al personale sanitario, ma anche cosiddetto “laico” ovvero non sanitario, purché sia stato adeguatamente istruito con un apposito corso specialistico che eroghi la formazione all’uso del defibrillatore e rilasci quindi l’abilitazione per il Dae.

Tali corsi sono detti anche BLSD (Basic Life Support- Defibrillation) e ciascuna Regione in Italia ha delle competenze specifiche territoriali in tali ambiti. 

Secondo le linee Guida European Resuscitation Council per la Rianimazione 2015, “se l’addestramento con istruttore non è disponibile, allora quello auto diretto è un’opzione pragmatica accettabile per imparare ad utilizzare un DAE. Inoltre, è noto che i soccorritori sono in grado di utilizzare i DAE anche senza alcun addestramento formale. Tuttavia, è stato dimostrato che la presenza nelle vicinanze di un DAE non ne garantisce il suo utilizzo. Pertanto, è vantaggioso fare formazione perché da una parte aumenta la consapevolezza generale del benefico utilizzo dei DAE e dall’altra smonta i falsi miti che li riguardano (ad es., la credenza che possano essere pericolosi)”.

Attualmente la normativa prescrive che l’abilitazione in generale all’utilizzo del DAE abbia durata illimitata, ma tuttavia è obbligatorio il riaddestramento detto anche retraining ogni 24 mesi. È importante inoltre sottolineare che è opportuno il ri-addestramento, anche se la frequenza suggerita per tale attività varia a seconda del tipo di partecipanti (laici od operatori sanitari) e che la prestazione all’uso del DAE può essere migliorata con brevi sessioni di richiamo.

Perché comprare un defibrillatore semiautomatico?

La scelta di un defibrillatore semi-automatico esterno (DAE) in Italia prevale in quanto è una macchina che se pur complessa in sé, si utilizza in modo semplice e sicuro. Dopo l’applicazione delle piastre sul torace del paziente, il dispositivo esegue autonomamente in pochi secondi l’analisi dell’attività elettrica del cuore e rileva se il paziente è soggetto a fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso: a questo punto si carica per poter erogare lo scarica elettrica.

Il tratto più particolare del defibrillatore semi-automatico risiede nel fatto che la macchina richiede che l’operatore prema il pulsante per erogare la scarica, dopo aver fatto allontanare tutti coloro che potrebbero accidentalmente ricevere lo shock se stanno toccando il paziente.

Quindi il defibrillatore semiautomatico esegue in totale autonomia la diagnosi e solo se la causa dell’arresto cardiaco richiede l’erogazione dello shock, si predispone per eseguirlo avvertendo l’operatore con messaggi visivi e sonori che è necessario attivare il pulsante.

La defibrillazione precoce con il DAE e le manovre di rianimazione eseguite entro i primi minuti dall’evento migliorano nettamente la possibilità di sopravvivenza del paziente e anche le condizioni neurologiche con cui sopravvive all’arresto. 

Secondo alcuni studi la defibrillazione precoce (cioè quella che avviene entro pochi minuti dall’arresto cardiaco) può far sopravvivere dal 50% al 70% delle vittime che abbiano subito un arresto cardiaco associato ad un ritmo defibrillabile, motivo per cui è consigliato l’acquisto del DAE.

Attualmente, secondo la normativa Italiana, l’obbligo di dotazione di un defibrillatore DAE sussiste solo per le società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche. A prescindere dalle prescrizioni legali, esso è comunque uno strumento salvavita.  Ecco perché è fortemente consigliato in tutti i luoghi dove c’è un elevato afflusso o lunghe permanenze di persone (dagli aeroporti ai centri commerciali e parchi divertimento), ma anche per le aziende.

È inoltre in corso il dibattimento in Senato sul DDL 1441 relativo all’obbligo di impiego dei defibrillatori nella Pubblica Amministrazione, compresi gli istituti scolastici, scali aerei, ferroviari marittimi, sui mezzi di trasporto e pubbliche amministrazioni.

Il DAE nelle scuole

Le scuole, di tutti gli ordini e gradi, comprese le università erano già stati identificate dal DDL su menzionato come luoghi prioritari per l’installazione dei defibrillatori.

Recentemente, il Ministero dell’Istruzione, con nota n.7144 del 25 marzo 2021, ha dato il via libera all’assegnazione ed erogazione delle risorse finanziarie finalizzate:

  • all’acquisto di almeno un defibrillatore semiautomatico (DAE) 
  • o rinnovo della dotazione se già a disposizione 
  • o anche per l‘attivazione di corsi di formazione certificati all’utilizzo del defibrillatore
  • in generale all’acquisto di beni o servizi finalizzati a garantire la salute del personale e degli alunni.

Le risorse messe a disposizione pari ad € 1000 euro per ogni scuola costituiscono un finanziamento straordinario rispetto alla dotazione ordinaria a disposizione delle istituzioni scolastiche, con l’obiettivo di garantire l’efficacia del servizio scolastico nel rispetto dei protocolli di sicurezza adottati dagli organi competenti.